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Design Thinking: l’arma vincente per progettare con metodo e creatività

Digital Transformation

design thinking

Il Design Thinking è nato da un’esigenza comune a tutte le realtà: dare un metodo al processo creativo. Ma non solo. È diventato una base importante per far crescere i Team di lavoro, per creare una cooperazione volta a risolvere problemi e a trovare soluzioni valide nel minor tempo possibile e, soprattutto, nel modo più efficace.

Il Design è da sempre veicolo di innovazione, in molti ambiti. E noi ci troviamo a pieno nell’era dell’innovazione, sia che si parli di tecnologie, ma anche di processi.
Ed è proprio negli ultimi anni che il concetto di Design Thinking si è focalizzato nell’innovazione di prodotti e di servizi in un’ottica sempre più “user-centrica”.

In questo articolo, troverai informazioni utili sull’arte del Design Thinking:

  • cos’è, come funziona, su quali principi si fonda
  • quali ambiti di applicazione trova in Italia
  • la nostra esperienza in Sinesy: cosa ci ha spinto a adottare questa tecnica e come ci stiamo approcciando al Design Thinking in ottica progettuale?

Cos’è il Design Thinking?

Non è facile definire in poche parole il Design Thinking.
Possiamo descriverlo come un approccio alla progettazione che unisce due differenti nature: le capacità analitiche di problem solving e tutto ciò che concerne pensiero e attitudini creative.

L’obiettivo è quello di generare prodotti o servizi che abbiano valore per l’utente, senza perdere il focus sui mezzi tecnologici e il budget a disposizione.
In effetti, il Design Thinking propone un cambiamento di prospettiva dal modello classico di Business: fare Business non è più lo scopo finale, il fine ultimo sono le persone. I traguardi economici sono solo una conseguenza di un lavoro che funziona ed è studiato ad hoc per l’utente finale.

Le caratteristiche principali

Il Design Thinking si distingue per alcune caratteristiche:

  • Ha un approccio “Human Centered”: il focus è tutto sull’utente finale. Quali sono i suoi bisogni? Le sue frustrazioni? Come possiamo risolvergliele?
  • Considera la progettazione dalla superficie al nucleo: la progettazione non si ferma a un livello superficiale, ma scende sempre a un livello di dettaglio più profondo.
  • Il risultato è Co-prodotto: per arrivare al risultato finale, vengono coinvolte più persone. Non solo quelle del Team di lavoro, ma anche gli utenti finali (che possono essere intervistati più volte), oppure altri possibili stakeholders.
  • Ha un approccio “Olistico”: cerca di tenere in considerazione tutti gli elementi rilevanti per i diversi stakeholder coinvolti.

I 3 pilastri del Design Thinking

Su che principi si fonda questa metodologia?

  1. Desiderabilità: il Design Thinking punta a progettare servizi o prodotti che rispondano a un’esigenza concreta dell’utente target.
  2. Fattibilità: il risultato a cui si tende dev’essere tecnologicamente realizzabile nell’immediato futuro.
  3. Redditività: punta a proporre una soluzione che sia economicamente sostenibile.

Gli ambiti di applicazione

Il Design Thinking viene applicato per finalità differenti, tuttavia l’Osservatorio Design Thinking for Business del Politecnico di Milano ha riscontrato 4 principali ambiti di applicazione del Design Thinking:

  • Creative Problem Solving
    Ho questo problema: come lo risolvo? Con i metodi proposti dal Design Thinking posso pensare fuori dagli schemi per trovare una soluzione a partire dalle esigenze del mio utente finale.
  • Sprint Execution
    Come miglioro la soluzione a cui ho pensato? Una volta generato un prototipo, posso testarlo diverse volte, raccogliere feedback e successivamente riprogettarlo.
  • Creative Confidence
    Come posso far sentire le persone parte di qualcosa? L’idea di base è quella di coinvolgere il maggior numero di persone per dare loro più spazio, stimolando così l’imprenditorialità all’interno delle imprese.
  • Innovation of Meaning
    Qual è la Vision aziendale? Definire e comunicare i messaggi e i valori legati ai prodotti e ai servizi che un’azienda offre è importantissimo, perché genera valore aggiunto sia all’organizzazione che li promuove sia all’utente finale.

Le fasi del Design Thinking

Il Design Thinking per definizione non è mai un processo lineare e granitico, ma si modella a seconda delle idee, dei risultati, delle analisi. Costringe a mettersi sempre in discussione, a cambiare modalità, a volte a tornare indietro distruggendo ciò che si era costruito fino a quel momento. Nonostante ciò, l’università di Standford ha elaborato un modello standard che definisce le 5 fasi del processo di Design Thinking:

  • EMPATHIZE

Qui emerge a pieno il modello “antropocentrico” a cui si ispira questa metodologia: l’empatia con l’utente è il principale punto di partenza per ideare un progetto. La prima fase è dedicata all’esplorare il mondo dell’utente a cui ci rivolgiamo. Quali sono i suoi desideri e i suoi obiettivi? Quali invece le sue frustrazioni e le sue paure?

  • DEFINE

La seconda fase del processo di Design Thinking è incentrata sulla definizione del problema dell’utente. Dopo l’attenta analisi della persona, il team di lavoro è chiamato a circoscrivere la problematica a cui si vuole trovare una soluzione.

  • IDEATE

Una volta conosciuto a fondo il nostro target ed esplorato tutti gli aspetti della problematica, si può passare alla progettazione di una soluzione.
Il Team dovrà dare libero sfogo alla creatività e mappare tutte le idee emerse.

  • PROTOTYPE

La quarta fase del processo è quella che trasforma le idee in “prototipi”, che permettono di capire meglio cosa funziona e cosa no. Durante questa fase, le soluzioni che vengono progettate possono essere validate, ridisegnate oppure rifiutate, a seconda dei feedback che si ricevono.

  • TEST

La fase di test è importante perché ci fa capire se e quanto bene il prodotto risolve il problema dell’utente target. Questa fase può rappresentare una conferma del lavoro svolto finora, ma può anche confutare e mettere in discussione alcune idee emerse nelle fasi iniziali del progetto, spingendo di fatto il Team a fare un passo indietro.

Fonte immagine: doDigital

Perché il Design Thinking? L’esempio dell’Italia

Metodologie come il Design Thinking e l’Agile, si stanno facendo sempre più strada nelle imprese italiane. Secondo una ricerca del Politecnico di Milano, quasi un manager su tre (31,2%) utilizza questo approccio per gestire l’innovazione in azienda.

Tra i settori che nel 2020 hanno investito maggiormente in progetti basati sul Design Thinking sono Energia (13,0% della spesa), Manifattura (12,3%) e Finanza e Assicurazioni (11,8%). Ma è forte anche l’interesse nei settori Retail (10,5%), Food & Beverage (7,9%), Healthcare (6,4%).

Per cosa viene utilizzato principalmente il Design Thinking?
“I progetti più finanziati riguardano la risoluzione di problemi complessi (Creative Problem Solving, 38,6% della spesa). Seguono le iniziative per realizzare e testare rapidamente prodotti e servizi (Sprint Execution, 24,6%), i progetti per coinvolgere i dipendenti nei processi creativi (Creative Confidence, 22,6%) e le attività per ridefinire la visione strategica aziendale (Innovation of Meaning, 14,6%)”.
Fonte: Osservatorio Design Thinking for Business

Sinesy in formazione: tra Design Thinking e Agile mindset

Perché in Sinesy è stato scelto di intraprendere la strada del Design Thinking?
Cambiare mentalità e metodi di lavoro in un’azienda longeva e composta da tante persone, non è cosa semplice. Ma per crescere ed evolvere, il cambiamento diventa necessità, oltre che una virtù.

In Sinesy, da diversi anni è stata fatta una scelta: formare il più possibile le persone verso una prospettiva di lavoro che sposasse l’”Agile Mindset”.
Questo per portare sempre più idee nuove e creative e per dare il più possibile un metodo e un’organizzazione ai team di lavoro.

Il metodo Agile è un tipo di approccio alla collaborazione e ai flussi di lavoro, fondato su una serie di valori in grado di guidare il team.
Per lavorare con un approccio Agile, sono importantissimi:
– Team di lavoro coeso e disponibile all’interazione
– Coinvolgimento attivo del cliente
– Disponibilità al cambiamento
– Definizione delle priorità
– Progettazione strutturata

Vuoi approfondire l’argomento? Abbiamo parlato della nostra esperienza con la metodologia Agile in due articoli:
L’identikit del perfetto uomo Agile
I fondamenti dell’approccio Agile applicati a un flusso di produzioni

 

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Fonte immagine: doDigital

Unire alla Metodologia Agile le tecniche di Design Thinking è un modo per rafforzare e dare metodo a tutto il processo creativo che sta a monte dello sviluppo di un prodotto o di un progetto.
Il nostro obiettivo è quello di creare soluzioni sempre più customer-oriented, pensate fin dall’inizio per aiutare i nostri clienti, semplificando al contempo i nostri processi.

Design Thinking: l’arma vincente per progettare con metodo e creatività ultima modifica: 2021-11-17T10:20:17+01:00 da Caterina Toffolo

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