Parlando di farmacie ci si inoltra in un terreno complicato ma che, per quanto composito possa essere, risulta comunque un mondo vivace e in costante evoluzione.
Un settore dalle grandi potenzialità che a parere di molti ci riserverà grandi sorprese.
È il mondo del Pharma Retail, in bilico tra il settore sanitario e un punto vendita in grado di offrire molto più che un semplice prodotto da banco.

La farmacia infatti, non è solo il luogo di appoggio per cercare le cure prescritte dal medico: è il posto adatto per riporre la propria fiducia, dove trovare i giusti consigli e numerosi prodotti e servizi che di fatto esulano dal farmaco in sé.
E questo concetto si evolverà sempre più, in parte per il cambiamento scatenato dalla legge sulla concorrenza; portando progressivamente a una trasformazione radicale della farmacia come punto vendita e centro di numerosi servizi.


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Legge sulla concorrenza: ecco cosa cambia

Le farmacie vengono coinvolte in prima persona nella legge sulla concorrenza del 2017 che prevede, citando il nuovo comma 1 dell’art. 7 L.n, 362/1991:

«Sono titolari dell’esercizio della farmacia privata le persone fisiche, in conformità alle disposizioni vigenti, le società di persone, le società di capitali e le società cooperative a responsabilità limitata».

Dunque anche per le farmacie è arrivata con questa legge la possibilità di costituirsi attraverso società di capitali, con il vincolo di un massimo di 20% delle farmacie presenti in ciascuna regione.
Prima che le società di capitali potessero avere la proprietà di una farmacia, la concorrenza nel settore era alquanto limitata. Secondo la normativa previgente, la proprietà della farmacia poteva esclusivamente essere intestata a società di persone e a persone fisiche, proprietari che dovevano obbligatoriamente essere farmacisti certificati.

Un altro cambiamento dovuto a questa legge è relativo agli orari di apertura:

165. “Gli orari e i turni di apertura e di chiusura delle farmacie convenzionate con il Servizio sanitario nazionale stabiliti dalle autorità competenti costituiscono il livello minimo di servizio che deve essere assicurato da ciascuna farmacia. È facoltà di chi ha la titolarità o la gestione della farmacia di prestare servizio in orari e in periodi aggiuntivi rispetto a quelli obbligatori, purché ne dia preventiva comunicazione all’autorità sanitaria competente e all’ordine provinciale dei farmacisti e ne informi la clientela mediante cartelli affissi all’esterno dell’esercizio.”

La farmacia, un bene indispensabile per il cittadino

Le società di capitali hanno avuto dunque il via libera per investire su questo florido settore, fino ad ora inevitabilmente influenzato e legato alla normativa precedente.
La gestione affidata a queste grandi società però non dev’essere vista come una deviazione verso il vero focus e la mission di questo settore: la cura del paziente.
Al primo posto ci dev’essere sempre la tutela per la salute del cittadino.
Il servizio di distribuzione farmaceutica rimane legato alla norma previgente: sarà sempre un farmacista qualificato e certificato a occuparsi dei consumatori come garante di qualità e professionalità dei servizi offerti.

La vicina frontiera del Pharma Retail prevede una trasformazione progressiva delle farmacie in punti vendita e un ampliamento dei servizi offerti al suo interno (comprendendo ad esempio il mondo del Beauty, il settore alimentare, le visite oculistiche e molto altro).
Un mondo attivo, in continua espansione, che abbraccia i settori più disparati con l’unico obiettivo di fornire un servizio completo e professionale volto alla salute e al benessere del cittadino. Inutile dire che Pharma Retail ci riserverà grandi sorprese!


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Legge sulla concorrenza: cosa cambia per il Pharma Retail ultima modifica: 2018-05-26T09:03:01+01:00 da Caterina Toffolo