Cresce il settore Pet shop: il benessere degli animali al primo posto

Retail

Pet shop

“Colui che offre al proprio cane cibi non adatti o troppo caldi, sia punito con cento sferzate.”
Artaserse I di Persia

Che l’amore per gli animali avesse origini antiche lo si sapeva, ciò che oggi sbalordisce è come si sia trasformato in un business per noi umani.
Parliamo dei Pet shop, un settore dinamico, con grandi potenzialità di sviluppo.
Sono oltre 60 milioni gli animali da compagnia che vivono nelle famiglie italiane e il loro benessere genera un mercato che sfiora i 2 miliardi di euro solo per l’alimentazione. Un Fatturato in crescita nel periodo 2013-2016 pari a +3,2%.
Protagonisti indiscussi (con il 53,2% del mercato) sono i 7,5 milioni di gatti che abitano nelle case italiane e che si sommano a circa 7 milioni di cani, oltre a 12,9 milioni di uccellini, 1,8 milioni di roditori e 1,3 milioni di rettili. Secondo stime Euromonitor, il rapporto è di un animale per ogni italiano. Al business del food vanno aggiunti altri 150 milioni di euro generati da vendite di accessori con un trend di crescita doppio.

Una Ricerca di mercato “I pet shop in italia 2a edizione” offre uno spaccato del settore molto interessante. Le Rilevazioni si riferiscono a dicembre 2016 su un campione di 500 punti vendita.

Prodotti e servizi offerti

Oltre all’alimentazione, il 59% dei pet shop fornisce anche servizi come la consegna a domicilio, la toelettatura, la pensione, il dog e cat sitting, mentre Il 29% tratta anche animali.
Oltre nove PV italiani su 10 vendono accessoristica. Rispetto a cinque anni fa si registra un diffuso calo sia dei servizi complementari offerti, sia della vendita di animali. Si registra la tendenza verso una maggiore specializzazione settoriale delle attività. Tra i servizi resta stabile l’offerta di pensione e dog-cat sitting.

Tipologia dei punti vendita

L’81% dei punti vendita è di tipo tradizionale prevalentemente a gestione familiare. Questa tipologia negli ultimi 5 anni ha perso il 15% del mercato a favore di altre tipologie distributive organizzate sotto forma di franchising. Attualmente il 3.6% è un negozio in franchising, mentre quasi il 15% è costituito da negozi di proprietà appartenenti ad un’insegna.
Non è cambiato invece il modello gestionale, sebbene sia cresciuta l’occupazione: nel 58% dei punti vendita Pet sono presenti da 1 a 2 persone (titolare escluso).

Nuove aperture Pet Shop

Risultano in aumento le aperture di nuovi negozi, a fronte della riduzione delle cessioni di PV esistenti. Nuovi Pet Shop sono stati avviati soprattutto da persone nella fascia di età 40 – 55 anni (71,6%), nelle regioni meridionali e nordoccidentali. Si è proseguita un’attività familiare in misura significativa nel caso di PV aperti da più tempo (63,5%) e nelle città più grandi (24,7%). Le acquisizioni sono scese nei centri più piccoli (15,7%).

Dimensioni del negozio

La dimensioni media degli immobili si aggira intorno ai 120 mq. I negozi hanno dimensioni medie minori nelle grandi città, nel Nord Ovest e nelle zone urbane centrali.
Il 51, 4% dei pet shop è ubicato nei centri urbani, il 42, 8% in zone diverse dal centro e solo il 4% nei centri commerciali.

Presenza in rete

Il 77,2% dei punti vendita è presente su internet: la metà ha un sito web o una pagina Facebook. Rispetto al 2012 la presenza digitale è diventata la regola.

Ecommerce

L’ecommerce viceversa è attivo solo per il 12, 4% dei punti vendita. Nei Pet Shop italiani non cresce la propensione all’ecommerce, tuttavia i gestori iniziano ad utilizzare di più il canale on line per acquistare le merci. Migliora anche  il feedback positivo sulla presenza in rete del PV.
Attraverso internet vendono in misura maggiore i PV più grandi (18,3%) e con più addetti (16,4%).

Strategia di Marketing e Comunicazione

È aumentato significativamente il ricorso da parte dei Pet Shop a strumenti di marketing e comunicazione per accrescere la propria visibilità e per incrementare il volume di affari. L’82% dei punti vendita adotta strategie promozionali. Lo fa attraverso internet il 36%, con azioni promozionali in store, quali sconti e offerte il 26, 6%. Un restante 19% si affida a pubblicità su riviste o altri media locali, mentre un altro 19% utilizza volantini e manifesti. Le tessere fedeltà, su cui si fondano le campagne promozionali nel retail, sono utilizzate solo dal 13% dei punti vendita.

La promozione attraverso Internet è cresciuta molto nell’arco di questi cinque anni, a farne uso sono soprattutto i titolari più giovani (45,6%), i PV più grandi (40%) e quelli che offrono servizi (39,7%).

Profilo dei clienti

Il livello di fidelizzazione dei clienti dei Pet Shop italiani si mantiene elevato. Il 58,6% è un cliente abituale, che va in negozio o acquista sul portale e-commerce almeno 2 volte al mese per tutto l’anno.
La clientela dei Pet Shop vede sempre prevalere le donne (56,2%). L’età media dei clienti è tra i 25 e 40 anni (il 41,7%), seguita dai 40-65 anni (35,9%).

Criteri di scelta del punto vendita

  • competenza: 57%
  • assortimento: 33,2%
  • servizi: 28,2%
  • offerte/prezzi/convenienza: 21%

Pur restando importanti la competenza professionale dei venditori, l’ampiezza della gamma di prodotti offerti e l’erogazione di servizi collaterali, appare evidente che la componente economica influisce maggiormente sulle scelte dei clienti rispetto a cinque anni fa.
La possibilità di parcheggio influenza la scelta di PV esterni alle zone centrali (15,4%). L’assortimento fa scegliere di più i grandi negozi (44,8%), la vicinanza a casa quelli più piccoli (20,4%). La competenza influisce di più anche nei PV il cui titolare ha un’esperienza che va dai 10 ai 20 anni (69,4%) e con una clientela abituale (62,5%). La rilevanza del criterio economico è distribuita uniformemente fra i diversi target di negozi.

Dove vanno i Pet Shop?

Se ancora nel mercato prevalgono i negozi tradizionali, a socio unico o a gestione familiare, questo fenomeno va diminuendo rispetto a cinque anni fa. Sono invece aumentate in questi cinque anni le aperture di nuovi PV. I titolari italiani di Pet Shop sono mediamente più giovani rispetto a cinque anni fa e possiedono un livello d’istruzione più elevato.
Otto Pv su dieci sono nel 2017 presenti in rete. Hanno un sito oltre la metà dei Pet Shop italiani, di poco inferiore la quota di quelli che hanno una pagina Facebook, quattro su dieci fanno attività promozionale in rete. Internet è molto utilizzato come strumento di comunicazione e commerciale, tuttavia si utilizza ancora molto poco l’ecommerce.
La clientela dei Pet Shop prevalentemente femminile è anche un abituè; il legame personale con il venditore è ancora molto sentito. Il cliente si rivolge al titolare per avere consigli sulla gestione del proprio animale, soprattutto per quanto concerne l’alimentazione, la salute ed il benessere e, negli ultimi anni in misura maggiore, l’igiene e la bellezza. Infine,  gli aspetti economici tendono ad incidere di più sulle scelte del cliente rispetto al passato.

Quali sviluppi immaginiamo per i Pet Shop?

  1. Evoluzione digitale del business: la propensione alla presenza sul web con siti e pagine facebook, darà la spinta anche all’e-commerce, oggi poco sfruttato.
  2. Education: il valore del titolare che offre consigli su come gestire gli animali, può essere traslato anche a livello virtuale; video, newsletter e sistemi di per la comunicazione automatizzata agganciati ad un CRM contenente informazioni sui clienti e i loro amici del mondo animale, sono strumenti per surrogare il rapporto personale con i professionisti del settore, in qualsiasi momento e per ogni necessità.
  3. Promozioni: l’attenzione crescente alla convenienza avvalora il ruolo centrale delle strategie promozionali. Un buon sistema promozionale e un buon software di cassa in grado di applicarlo, faranno la differenza.

Se vuoi sapere come gestire al meglio dei Pet Shop contattaci

Cresce il settore Pet shop: il benessere degli animali al primo posto ultima modifica: 2020-04-25T16:06:43+02:00 da Silvia Ghiotto

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