Le innovazioni tecnologiche hanno portato una ventata di novità in molti settori. Il retail, forse, è il primo a essere stato al centro di quest’uragano tecnologico. Seguono a ruota il Manufacturing (Manifattura 4.0), la sanità (Smart Health) e non ultimo il settore finanziario.

PSd2: pagamenti più efficaci e sicuri

Il 2018 è proprio l’anno di svolta per il mondo bancario, poiché con l’entrata in vigore della nuova direttiva europea 2015/2366 (conosciuta come PSd2– Payment service directive2) la tanto attesa digital transformation della finanza ha potuto avere inizio. Un’evoluzione-rivoluzione che è destinata a cambiare il nostro modo di intendere e gestire i pagamenti, il “modo di fare banca” (la cosiddetta Open Banking più aperta, più accessibile, più facile, tanto per i clienti quanto per le imprese) e, soprattutto, di favorire lo sviluppo di un nuovo panorama competitivo. Ora nel circolo di Paperon De Paperoni possono entrare anche altri importanti stakeholders come Amazon, Apple, Paypal… non propriamente dei “fornitori di servizi di tipo bancario”, tuttavia con tutto il diritto di competere in questo mercato.

L’obiettivo è di accelerare la diffusione degli strumenti di pagamento mediante lo sfruttamento di tre leve:

  • quella della competizione fra strumenti di pagamento: “strumenti tradizionali” come bonifico bancario o addebito diretto saranno rivisti in chiave innovativa ed elettronica;
  • quella dell’armonizzazione normativa e della sicurezza: per accrescere e diffondere la fiducia nell’impiego di nuove forme di pagamento.

“Il cambiamento in arrivo richiederà una profonda trasformazione, sia della macchina operativa degli istituti, sia degli attuali modelli di business – afferma Paolo Gianturco, senior partner di Deloitte, responsabile Fintech -. Le realtà che non riusciranno a tenere il passo rischiano di perdere importanti fette di business. Da questo cambiamento nasceranno però anche nuove opportunità e chi saprà coglierle si assicurerà importanti vantaggi competitivi”.


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Le maggiori opportunità dell’Open Banking

Questa è, senza ombra di dubbio, una delle più importanti svolte del settore bancario. Molte sono le paure che cercano di ostacolare l’inevitabile progresso, tuttavia le opportunità di questo cambiamento sono innegabili e molteplici:

  • Maggiore apertura ma anche maggiore sicurezza: rendendo più sicuri pagamenti digitali ed ecosistema di servizi di accesso ai dati che accompagna il pagamento online.
  • Accesso ai dati dei clienti: grazie al servizio Account Information Service (Aisp) il consumatore può, comodamente online, ottenere tutte le informazioni riguardo i suoi conti di pagamento e, d’altro canto, le stesse Aisp possono usare i dati per scopi coerenti alla natura del servizio (previa consenso informatico del cliente).
  • Apertura ad altri attori OTT e Fintech: perché se si parla di “pagamenti digitali” allora non si possono trascurare i device che permettono, agevolano e facilitano i pagamenti stessi. Il Mobile Payment e l’Internet of Things sono due realtà già in atto. “Posso pagare con l’Iphone?”, tuttavia, è la novità di oggi. Lo step successivo è il passaggio dalla sperimentazione alla diffusione in forma massiva di strumenti di pagamento integrati in wearable o integrabili in prodotti con una vita operativa.
    Così il digital payment può ufficialmente aprire le porte al club dei Gafa: i big-tech con Google, Amazon, Facebook e Apple. Aziende non “propriamente banche”, tuttavia con tutto l’interesse a entrare a far parte della filiera del payment, vuoi per i suoi vantaggi diretti, vuoi perché il mobile payment è un mezzo per raccogliere dati sui comportamenti d’acquisto e i gusti dei consumatori. E quanto farebbero comodo questi dati a Jeff Bezos? Non poco!
    Secondo Paolo Gianturco “le banche tradizionali si troveranno a dover competere con nuovi player che, non solo sono tecnologicamente avanzati, ma sono anche molto orientati a soddisfare il cliente grazie ad una profonda conoscenza dei suoi comportamenti”.
  • Nuove opportunità per le Fintech: non sono solo gli OTT, ma anche tutte le start up che ruotano attorno a questo settore avranno a loro disposizione una grossa opportunità per farsi strada in questo “mercato aperto”. Così le banche non dovranno solo fronteggiare la concorrenza dei big player leader digitali, ma anche con questi “new comers”. Chi avrà la meglio? Probabilmente colui che riuscirà a conquistare la fiducia del cliente lavorando sull’innovazione.
  • Nuove opportunità per i retailer perché potranno superare tutto il mondo legato alle intermediazioni, che si traduce in maggiore efficienza, riduzione dei costi legati al payment e attivazione di procedure di rimborso più rapide.

Che scenario si prospetta?

Malgrado il passo lento e a volte incerto, il digital payment italiano si muove eccome. Solo il Mobile payment ha visto una crescita di più del 50%, con un valore complessivo di oltre 30 miliardi di euro, come stimato dall’Osservatorio Mobile Payment del Politecnico di Milano. L’obiettivo futuro? 100 miliardi di euro di transato nell’orizzonte 2019.
“I segnali che osserviamo – spinta all’innovazione da parte dei consumatori, maggiore consapevolezza da parte degli istituti bancari, abbattimento dei costi delle tecnologie unito all’effetto combinatorio che esse producono – sembrano creare un ecosistema sempre più predisposto alla sperimentazione di nuove soluzioni. Il settore finanziario è strategico per il nostro paese: ricchezza privata, propensione al risparmio, diffusione delle PMI e forte legame delle stesse con il sistema bancario, forti radicamenti territoriali, sono alcuni degli elementi che spiegano perché è fondamentale accelerare il percorso di innovazione e fare un netto salto di qualità posizionandosi tra i leader europei”, ha commentato Mauro Macchi, Senior Managing Director, Responsabile di Accenture Financial Services.


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È la nuova concorrenza a far tremare maggiormente le banche e a far si che l’incedere sia ancora lento rispetto agli altri paesi europei. Il timore è comune: con la PSd2 i giganti della tecnologia potrebbero entrare anche nel mercato dei pagamenti e dei dati bancari (come accennato poc’anzi) e rubare così importanti fette di mercato al business degli istituti di credito.
Solo per citare una delle voci più autorevoli che si sono espresse di recente su questo tema, il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, ammonterebbe a 500 milioni di euro l’anno, la fetta di guadagni che il settore bancario potrebbe vedersi portare via con l’entrata in vigore della nuova direttiva Psd2. Una fetta importante del mercato, che ben giustifica questa reticenza del settore bancario a voler davvero innovare e cambiare marcia.

I bilanci definitivi sugli effetti della nuova normativa europea Psd2 arriveranno solo con il tempo. È innegabile, tuttavia, che questa rivoluzione del settore trasformerà i vecchi equilibri su cui si è poggiato fino ad ora il sistema bancario, aprendo così definitivamente le porte all’Open Banking.

“L’arrivo dell’open banking richiederà un ripensamento del modello di business bancario tradizionale dalle sue fondamenta. Altrimenti le banche tradizionali potrebbero essere relegate a puri realizzatori di prodotti bancari e di investimento o a gestori delle infrastrutture di pagamento”. Cit. Paolo Gianturco, senior partner di Deloitte, responsabile Fintech

Fonte:
Rivista online: Wall Street Italia

Rivista: Il Sole 24 Ore – Finanza & Mercati
Rivista online: Agenda Digitale
Rivista online: Pagamenti Digitali del Politecnico di Milano


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Chantal Soppelsa

Brand Management – Sinesy
Ho due grandi passioni, Marketing e Montagna. Entrambi sono un percorso fatto a tappe verso un obbiettivo prefissato. La strada spesso è lunga, ricca di ostacoli ed imprevisti. Ci vuole passione, perseveranza e istinto per trovare il sentiero giusto e non smettere di camminare. Ma quando raggiungi la vetta e tocchi le nuvole sai di aver vinto la tua sfida.
“Action without vision is only passing time; vision without action is merely day dreaming; but vision with action can change the world” Nelson Mandela

PSd2: inizia l’era dell’Open Banking ultima modifica: 2018-06-21T10:32:09+00:00 da Chantal Soppelsa