Retail Trend 2024. Il nuovo Retail Digital & Green

Retail, Digital Transformation, In Evidenza

Nel 2024, il Retail sperimenta una rivoluzione guidata da: trasformazione digitale, intelligenza artificiale e sostenibilità. Questo articolo esplora in dettaglio come queste tendenze non solo plasmino le strategie dei Retailer, ma rispondano anche alle crescenti aspettative dei consumatori.

Scopri le innovazioni chiave e le tendenze future che promettono di definire il futuro del settore.

L’evoluzione del Retail: dalla pandemia alla sostenibilità digitale

Negli ultimi anni il settore Retail ha vissuto una rapida evoluzione.

La pandemia ha spostato l’attenzione verso l’omnicanalità e, dal 2020, la digitalizzazione è diventata fondamentale per rispondere ai cambiamenti nei comportamenti d’acquisto.

Nel 2021 è aumentato l’interesse verso modelli ibridi di acquisto, come il Click&Collect, stimolati dalla convenienza dell’online shopping. Nel 2022, l’integrazione tra esperienze online e offline (phygital) è diventata prioritaria per i Retailer e l’interesse temporaneo verso il Metaverso è scemato in favore dell’Intelligenza Artificiale, vera protagonista del 2023.

Durante il 2023 l’AI ha rivoluzionato il settore, ottimizzando processi e personalizzando l’interazione con i consumatori. Questa transizione ha messo in luce l’importanza della tecnologia nel potenziare l’esperienza d’acquisto e nel rendere più efficienti le operazioni.

Guardando al 2024, il focus si sposta verso un’integrazione ancora più profonda della sostenibilità nelle strategie di business. I Retailers si stanno impegnando ad adottare pratiche eco-consapevoli in ogni segmento, dalla produzione alla logistica e oltre, in risposta a un consumatore sempre più attento all’impatto ambientale.

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Retail e Trasformazione Digitale

In Italia, il settore Retail sta attraversando una fase di profonda trasformazione, caratterizzato dall’adozione di strategie omnicanale e dall’utilizzo di tecnologie avanzate come l’Intelligenza Artificiale. Queste evoluzioni segnano il passaggio a un futuro in cui il digitale gioca un ruolo centrale nell’esperienza di acquisto. Malgrado ciò, molti Retailer si trovano ancora in una fase iniziale di digitalizzazione, focalizzando la loro attenzione principalmente sul canale dell’e-commerce.

Più del 78% dei Retailer italiani sfrutta l’e-commerce per la vendita online, una tendenza che sottolinea l’importanza di integrare le strategie omnicanale per garantire un’esperienza coerente e senza soluzione di continuità tra online e offline. Tra i canali online, i marketplace come Amazon, Farfetch ed eBay risultano i più popolari, ma con gradi diversi di soddisfazione tra i venditori.

Tuttavia, la presenza online non è sufficiente: è essenziale creare engagement con i consumatori attraverso strumenti di comunicazione diretta come WhatsApp Business e il Social Commerce. Sorprendentemente, solo circa il 30% dei Retailer riconosce l’utilità di queste strategie nel loro marketing.

Intelligenza Artificiale e analisi predittive per il Retail

L‘Intelligenza Artificiale sta ridefinendo il modo in cui i Retailer interagiscono con i loro clienti, gestiscono le operazioni e ottimizzano i costi. Grazie alla propensione crescente all’acquisto online e all’avanzamento tecnologico, l’AI sta diventando una forza propulsiva per l’innovazione nel settore. Circa il 63% dei Retailer ha già integrato l’AI nelle loro strategie, mirando a potenziare la personalizzazione dell’esperienza cliente e migliorare l’efficienza operativa. Tra il 2023 e il 2032, si prevede un incremento significativo dell’utilizzo dell’AI, con prospettive di aumentare i ricavi del settore di 40 miliardi di dollari.

Lungo tutta la Supply Chain, dalla progettazione e produzione del prodotto, fino alla vendita al dettaglio e al post vendita, l’Intelligenza Artificiale può intervenire in diversi passaggi:

  • previsione della domanda e gestione delle scorte;
  • tracciabilità dei prodotti e sostenibilità;
  • automazione dei processi;
  • ottimizzazione dei trasporti;
  • personalizzazione dell’offerta al cliente.

Le capacità previsionali dell’Intelligenza Artificiale e delle tecniche di Machine Learning aprono al Retail nuove opportunità, specie se applicate alla conoscenza dei propri clienti.
Generare previsioni realistiche, fondate sulla raccolta di dati certi, consente ai Retailer di pianificare azioni che permettono di fidelizzare ancora di più i clienti. Per esempio:

• CHURN PREDICTION. Basandosi sui dati di acquisto e sul calcolo del “Churn Rate” (tasso di abbandono della clientela), la Churn Prediction sfrutta Intelligenza Artificiale e Machine Learning per fornire ai Retailer una previsione su quali clienti potrebbero smettere in futuro di essere attivi. I Retailer possono così procedere a pianificare azioni di marketing strategiche, mirate a contattare i clienti a rischio e spingerli all’interazione attiva con il brand.

• ANALISI RFM. Analizzando il tempo passato dall’ultimo acquisto fatto dal cliente (Recency), la frequenza di acquisto abituale (Frequency) e il valore degli acquisti effettuati in un dato intervallo di tempo (Monetary), l’Analisi RFM permette di suddividere il bacino dei clienti in gruppi (o cluster) omogenei per caratteristiche di acquisto. E, di conseguenza, creare offerte e promozioni personalizzate per i diversi gruppi, generando interesse e aumentando l’engagement dei clienti meno coinvolti.

• CUSTOMER LIFETIME VALUE. Basandosi sui dati relativi ai comportamenti di acquisto in suo possesso, l’AI può stimare quanto un singolo cliente spenderà nel corso del tempo all’interno del circuito di un Brand. Una valutazione di questo tipo consente di individuare quali clienti sono e saranno preziosi, per concentrare su di loro le strategie di fidelizzazione.

Tutto questo è possibile solo adottando un Software Gestionale per il Retail che centralizza i molteplici dati su vendite e clienti, provenienti dai diversi canali di interazione (fisici e digitali), e sui quali l’Intelligenza Artificiale può basarsi.

Spunti per un Fashion Retail più sostenibile

La preoccupazione per i cambiamenti climatici e il degrado ambientale è alla base del Green Deal europeo che prevede, tra gli altri, anche un piano d’azione per l’Economia circolare, volto a cambiare il modo in cui produciamo e consumiamo.

Per fare questo, devono cambiare i modelli di business, con l’introduzione di nuovi modi di progettare e produrre. L’obiettivo è quello di garantire l’allungamento del ciclo di vita dei prodotti e, più in generale, il fare in modo che le risorse utilizzate siano mantenute il più a lungo possibile nell’economia dell’UE.

Come possono le aziende Retail e, in particolare, quelle del settore Fashion, adeguarsi a questo necessario cambiamento? Alcuni spunti:

  • Riparazione degli articoli. Con il suo programma “Worn Wear”, il noto brand Patagonia incentiva i propri clienti non solo a restituire i capi dismessi, per donare loro una seconda vita, ma anche a portare indumenti e attrezzature danneggiate presso le strutture apposite del brand per ottenerne la riparazione gratuita.
  • Noleggio dei capi. Il fashion renting sta prendendo piede soprattutto per l’abbigliamento da cerimonia, le firme di haute couture e gli abiti sartoriali. Capi usati spesso in un’unica occasione hanno così la garanzia di un lungo ciclo di vita.
  • Second hand. Il rendere appetibile una nuova abitudine passa anche dal nome. Per questo si parla oggi di pre-owned o pre-loved fashion, un fenomeno che sta coinvolgendo su larghissima scala non solo i privati (basti pensare alla ormai celebre app Vinted), ma anche grandi brand (il programma Resell di Zara, per esempio).
  • Upcycling. Non chiamatelo “riciclo”: l’upcycling è molto di più. Soprattutto se a farlo sono designer di fama mondiale, che partono da capi o tessuti dismessi per progettare nuove creazioni. La vera parola d’ordine è “trasformare”, vedendo in un materiale il suo potenziale non ancora espresso. Progettare capi in ottica circolare significa partire dall’utilizzo di materiali monofibra, più facilmente recuperabili, e riutilizzabili per produrre altri prodotti. Un esempio è Rifò Lab, il progetto 100% Made in Italy che basa sul ritiro di capi dismessi la sua produzione di abbigliamento in lana e cachemire rigenerati.

Secondo una previsione della Ellen MacArthur Foundation (EMF), entro il 2030 quello della moda circolare diventerà un business da 700 miliardi di dollari. Forse è davvero arrivato il momento per l’industria fashion di iniziare la propria evoluzione.

Se vuoi approfondire il tema dello sviluppo sostenibile, leggi l’articolo Raggiungere gli obiettivi di Sostenibilità con la Digital Transformation, in cui abbiamo intervistato Fabrizio Zucca, presidente e fondatore della società di consulenza SSC, specializzata in tematiche ESG.

Quali scenari Retail per il futuro?

Non è facile prevedere con certezza degli scenari per il futuro del settore Retail. Siamo appena all’inizio della rivoluzione che l’Intelligenza Artificiale porterà nei mondi aziendali e nella società. E l’esigenza di una rivoluzione in chiave sostenibile non può più essere rimandata.

A seconda dell’obiettivo primario da perseguire, le aziende potranno costruire il proprio Business Model, incentrandolo su:

1) Trasformazione Digitale. Molte aziende devono ancora effettuare il passaggio dal fisico al digitale dei propri processi interni. Per raggiungere un buon livello di digitalizzazione è necessario anzitutto adottare sistemi informativi in grado di gestire la mole di dati che ruota attorno a un’attività Retail.
Questo porta innumerevoli vantaggi, come la visione condivisa dello stock delle rete Retail, la velocizzazione delle operazioni di magazzino (ordini, carico/scarico merce, inventario) e la gestione delle relazioni con la clientela.

2) Intelligenza Artificiale. Partendo da un livello già avanzato di digitalizzazione, è possibile inserire in azienda tecnologie all’avanguardia come l’AI. In questo modo si può spingere ulteriormente l’automazione e l’efficientamento del proprio business, coinvolgendo la produzione, la logistica e le dinamiche di interazione con i clienti.

3) Sostenibilità. Uno scenario dominato dalla necessità di modificare il proprio business model secondo la chiave della sostenibilità, soprattutto per esigenze di adeguamento alle nuove normative UE, implica necessariamente un cambio della filosofia aziendale. È senz’altro necessario assicurarsi che le modalità di produzione dei prodotti siano certificabili, sia dal punto di vista di rispetto ambientale sia da quello del rispetto dei diritti dei lavoratori.

Per approfondire tutti gli argomenti trattati in questo articolo, scarica il Report Gratuito Il nuovo Retail Digital & Green. Contattaci per parlare con un nostro esperto Retail e discutere insieme del futuro del settore.

Retail Trend 2024. Il nuovo Retail Digital & Green ultima modifica: 2024-03-01T16:05:03+01:00 da Valentina Covre

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