Per un Brand, scegliere o cambiare il proprio software gestionale Retail è un passo addirittura più importante del matrimonio, della convivenza, o della dieta! Scherzi a parte, per molte figure all’interno dell’azienda, dall’AD al CIO, non è una decisione da prendere a cuor leggero: cambiare un software gestionale è visto nella maggior parte delle volte come un peso per l’azienda poiché implica un grande investimento, impegno di personale interno, costi aggiuntivi, l’integrazione ai sistemi aziendali in uso e… l’avevo già detto costi?
Malgrado questo, ci sono cambiamenti che non si possono rimandare, strade che non si possono evitare, confini che si devono espandere.

“Nella sua grandezza il genio disdegna le strade battute e cerca regioni ancora inesplorate.”
Abraham Lincoln

Perché dovrei cambiare il mio preziosissimo gestionale?

Quando si è mossi dal vento del cambiamento ci sono diversi motivi che ti possono spingere a scegliere un nuovo software gestionale per i tuoi negozi:

  1. il software gestionale in uso ha terminato il proprio ciclo di vita, costringendo di fatto l’azienda al cambiamento;
  2. il Software in uso non risponde più alle nuove esigenze di business.

Il cambiamento di rotta di un’azienda spesso equivale a una voglia di espandersi in diversi modi:

  • un maggior numero di negozi su mercati esistenti;
  • differenziando l’offerta con nuovi prodotti e nuovi target da raggiungere;
  • aprendo nuovi canali di vendita: l’online porta al retailer tantissime nuove opportunità di vendita. È opportuno a questo punto pensare a un piano di business omnicanale, capace di centralizzare i dati provenienti dai vari touch point, per avere una visione completa del cliente, del mercato, degli acquisti e per attuare strategie mirate di marketing targettizzando i tuoi clienti a seconda delle loro abitudini d’acquisto. A tal proposito ti suggerisco di leggere questo articolo che spiega la strategia Omnicanale di Boggi Milano e del recente premio vinto dal noto Brand;
  • verso nuovi mercati esteri.

Se nell’ultimo punto ti si sono illuminati gli occhi, ti suggerisco di non scappare perché questo articolo fa proprio al caso tuo.

Cresce il commercio estero: il Made in Italy conta

Il 2017 ha chiuso in positivo registrando un’ottima performance del Made in Italy, con una crescita dell’export del +7,4%. Nel 2018 invece, l’Osservatorio Confimprese Estero registra una crescita del 20% (230 aperture) rispetto all’anno precedente, sintomo di come il retail italiano abbia la voglia di affermarsi non solo in patria ma di espandere i propri confini, con predominanza di aperture nel food e nel fashion. Se il food è più propenso all’Europa, il fashion vede terreni floridi in Medio Oriente e Russia poiché, come afferma il presidente Confimprese Mario Resca: “i Paesi dell’est europeo e del Medio Oriente sono affamati di marchi italiani che dettano legge in fatto di moda”.

È indubbio che espandere il proprio business all’estero sia una grande opportunità per un retailer informato su: i potenziali mercati, il contesto legale normativo, le differenze culturali e il target con cui si dovrà confrontare.
Sorge dunque spontanea una domanda:

In quali paesi decollare per espandere il business retail? ✈️

Quali sono i paesi su cui puntare per internazionalizzarsi e proporre le proprie idee di business all’estero? Ci sono diversi fattori da tenere in considerazione per aprire dei negozi fuori dall’Italia, come ad esempio l’andamento del mercato retail, in quali città è più vantaggioso aprire, il flusso di turismo, la propensione all’acquisto, il costo della vita, se aprire in centro città o in un aeroporto (a proposito di internazionalizzazione e di aeroporti, hai mai sentito parlare del Tax Free Shopping? Potrebbe interessarti l’articolo a questo link).

Ecco alcuni paesi che potrebbero interessare il tuo piano di internazionalizzazione:

  • FRANCIA: il più grande paese dell’unione Europea si rivela un mercato più che profittevole per il business retail. Nel 2017 il suo PIL è cresciuto del 1,6%, tutto il paese, ma soprattutto Parigi, è riconosciuto a livello mondiale come patria della moda (soprattutto per il segmento del Luxury). Inoltre la Francia è il paese più visitato dai turisti di tutto il mondo; un fenomeno che garantisce da parte dei consumatori occasionali una spesa di circa 50 milioni di euro all’anno.

Leggi anche: Francia: centro d’attrazione per i retailer italiani

  • SPAGNA: attenendoci alla fonte del Fondo Monetario Internazionale, l’economia spagnola è un grande trampolino di lancio per chi vuole sviluppare business internazionale. Sono già molti i Brand italiani che hanno colto la palla al balzo: sono circa 50 milioni i potenziali consumatori locali e ben 60 milioni i turisti che visitano il paese ogni anno.

 Leggi anche: Spagna, mercato di attrazione per il retail 

  • Secondo il Global Retail Development Index 2017, fra i paesi più attraenti per il mercato retail ci sono la Turchia e gli Emirati Arabi Uniti, entrambi in forte spinta economica. A spiccare sicuramente è l’India, seguita da Cina e Malesia. In particolare l’INDIA, con un fatturato del settore retail pari a circa 2000 miliardi rappresenta oggi il più grande mercato al dettaglio a livello mondiale. Si prevede inoltre che il settore dell’e-commerce indiano crescerà del 30% e che possa raggiungere i 48 miliardi di USD entro il 2020. Ecco che i riflettori dell’internazionalizzazione extra-Europea sono tutti puntati verso l’Asia, continente fervido, propenso all’acquisto e in grande ascesa economica.

Ma dunque, per un piano d’espansione estero, qual è il gestionale giusto?

La riposta a questa domanda è che… Non esiste una risposta univoca e assoluta. Ebbene sì, spero di non averti deluso! Perché come ben saprai di gestionali retail ce ne sono a bizzeffe, ciò che fa davvero la differenza è la professionalità di chi offre il servizio, il saper gestire dei mercati con leggi differenti e il riporre la propria fiducia nella competenza dell’azienda fornitrice del software.

Nel caso tu abbia finalmente deciso di approdare all’estero e non sappia a chi rivolgerti, sbircia il software gestionale firmato Sinesy, 4WS.Trade, il gestionale retail che ti supporterà nel tuo processo di internazionalizzazione.

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Di recente, il software ha ottenuto la certificazione NF 525 da parte dell’ente di certificazione Infocert, dove è stata riconosciuta la qualità del prodotto e la conformità alle regole vigenti in Francia.
Per entrare nel dettaglio di questa tipologia di certificazione ti suggerisco di leggere questo interessante articolo che spiega quali sono i requisiti richiesti per essere operativi nel mercato francese.
Per un ulteriore copertura, ti suggerisco invece il gestionale retail di Cegid, azienda internazionale che copre ben più di 75 paesi nel mondo, di cui Sinesy è partner da 2011.
La soluzione firmata Cegid copre invece questi paesi:

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Sperando di aver stuzzicato la tua curiosità e la voglia di fare le valige e partire verso nuovi mercati, puoi compilare il form qua sotto per avere maggiori informazioni su un progetto di internazionalizzazione.

Espandersi all’estero: dove aprire e quale gestionale come compagno di viaggio? ultima modifica: 2018-06-20T11:39:19+00:00 da Caterina Toffolo
Caterina Toffolo

Marketing DPT – Sinesy
Le mie passioni più grandi? Il pattinaggio artistico, la scrittura e il cinema. Credo nell’importanza della comunicazione: che sia con un paio di pattini ai piedi o con le parole, il mio desiderio è lasciare un’emozione, e ricevere altrettanto. “So di non sapere” e che non si smette mai di imparare. Per questo sono alla continua ricerca di un di più. Perché non si è mai troppo, non si è mai abbastanza.