Basta un’etichetta appiccicata alla vetrina per aumentare il flusso dei clienti stranieri nel proprio punto vendita. Un’etichetta? Sì, quella che segnala il Tax Free Shopping.
È un incentivo al consumo, un’opportunità neanche così tanto recente, che però fa gola a molti turisti extra CEE.

Sebbene nel 2016 il mercato del Tax Free in Europa abbia subito un forte calo, nei primi nove mesi del 2017 c’è stata un’inversione di marcia: aumento complessivo del +11%, trainato da Regno Unito, Spagna e Italia. A riportare questi dati è il leader di mercato nel Tax Free Shopping, Global Blue, che giustifica il trend positivo con una generale crescita globale. Al primo posto dei turisti “globe shopper” che hanno accelerato questo mercato ci sono i cinesi (28%) seguiti dagli americani (19%) e dai russi (9%), tornati dopo parecchi anni di assenza.

Il Tax Free Shopping si fa digital

Anno nuovo, leggi nuove.
Da quest’anno anche il Tax Free Shopping subisce l’effetto della digitalizzazione: con il decreto 193/2016 (art. 4 bis) scatta l’obbligo della fattura elettronica.

A partire dal 1° gennaio 2018, per gli acquisti di beni del valore complessivo, al lordo dell’Iva, superiore a 155 euro destinati all’uso personale o familiare, da trasportare nei bagagli personali fuori del territorio doganale dell’Unione europea (in sgravio Iva), l’emissione delle relative fatture deve essere effettuata dal cedente in modalità elettronica”.

La data di inizio annunciata nell’articolo è stata però posticipata al 1° Settembre 2018, grazie alla Legge di Bilancio 2018.
Il motivo dell’adozione di questo provvedimento digital è “garantire l’interoperabilità tra il sistema di fatturazione elettronica e il sistema OTELLO”. Questa piattaforma è stata messa a disposizione dall’Agenzia delle Dogane a società VAT-refund, esercenti e società di gestione aeroportuale per velocizzare il rilascio del visto doganale ai viaggiatori extra UE. Il rimborso dell’IVA avverrà poi in modalità diverse a seconda che il negozio dove si effettua l’acquisto abbia o meno un accordo con una società VAT-refund (ricordando che la maggioranza, per evitare troppe regolarizzazioni delle operazioni causate da inadempimenti dei clienti, ce l’ha).

Global Blue implementa la “digital revolution” con un’App

Il leader dei servizi Tax Free ha semplificato gli acquisti dei viaggiatori ideando un’app che mette a disposizione una mappa digitale della città in cui essi si trovano. Oltre a riportare tutti i punti vendita Tax Free del luogo, essa permette il live tracking dello status della propria richiesta di rimborso IVA sui prodotti acquistati degli utenti.
Non solo questa App migliora la shopping experience e la customer satisfaction degli acquirenti, ma offre anche un servizio di alto livello. Tutto ciò fa arrivare più turisti nei negozi, velocizza i tempi di rimborso e porta ai livelli massimi i ricavi per i partner di Global Blue. Infine un ulteriore benefit è l’accesso alla Global Blue card: tramite scansione del passaporto via smartphone, i global shopper possono ottenere sconti sulle tasse senza bisogno di compilare moduli Tax Free. Ecco quindi che anche l’obiettivo della fidelizzazione è centrato in pieno.

Paese che vai, Tax Free che trovi

E’ interessante notare come cambiano i numeri correlati al Tax Free nei diversi paesi del mondo, per rendersi conto di quanto sia diventato essenziale un software che permette una corretta gestione del Tax Free. Nel nostro Bel paese, in cui l’IVA standard è al 22%, il Tax Free Shopping vale solo per acquisti superiori ai 154,94 €. In Francia invece l’importo minimo d’acquisto è di 175,01 € e l’Aliquota IVA standard è del 20%. In Germania, la stessa tassa ammonta al 19% e la spesa minima per richiederne il rimborso è di 25€.
Fuori dall’Europa, le cose cambiano ulteriormente: in Giappone, ad esempio, il tasso dell’IVA è pari all’8% e si può usufruire del Tax Free con una soglia minima di spesa pari a 5000 Yen, ovvero 36,63 €. La questione si fa un po’ più controversa negli Stati Uniti, dove il rimborso dell’IVA dipende dallo stato in cui ci si trova. La tassa non è infatti imposta dal governo federale, ma dal singolo stato. Gli stati dell’Alaska e del New Hampshire, ad esempio, non impongono tasse sulle vendite.

8 mesi per mettersi al passo con i tempi

Dopo questa seppur minima panoramica, ci si rende subito conto di quanto possa essere complicato gestire il Tax Free nei punti vendita senza commettere errori. Ecco perché avere un software di cassa integrato con il sistema di Global Blue è la soluzione più adatta a questo tipo di esigenza.

E uno slittamento di 8 mesi sulla data di obbligo di fatturazione digitale è l’opportunità giusta per i Retailer per mettersi al passo con la legge.
C’è tutto il tempo per adottare questo tipo di integrazioni ai propri sistemi gestionali di cassa per automatizzare il processo: pensate se, in contemporanea alla battitura dello scontrino, venissero anche trasmessi i dati del cliente a OTELLO senza ulteriori registrazioni manuali o compilazioni di form cartacei. Comodo, veloce e intuitivo sia per il cliente che per l’assistente alla vendita.

Contattaci per saperne di più sui software di cassa con questo tipo di integrazione!

La digitalizzazione del Tax Free Shopping guidata da Global Blue ultima modifica: 2018-02-01T12:13:59+00:00 da Tania Ferronato